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Multinazionali e Africa --> Pepsi Cola
La multinazionale statunitense, diretta concorrente della Coca-Cola, è presente in 20 paesi ed impiega 150.000 persone (dato 1999). Fattura 41.000 miliardi dei quali solo il 40% è rappresentato dalle bevande, il resto proviene dalla produzione di snack e patatine (divisione Frito-Lay, che controlla il 40% del mercato mondiale delle patatine). Greenpeace denuncia che Pepsi-Cola esporta in India grandi quantità di bottiglie di plastica per il riciclaggio, con l'intento di spendere meno e mantenere in patria l'immagine di impresa pulita. La multinazionale corrisponde alle donne impegnate nella suddetta attività 500 lire al giorno. (Fonte: rivista statunitense Multinational Monitor, 9/94) L'industria di imbottigliamento ha sostenuto finanziariamente l'associazione americana Keep American Beautiful, che aveva lo scopo di non far approvare nessuna legge contro i contenitori "usa e getta" (Ethical Consumer, 59/99). Si segnalano anche violazioni ai diritti sindacali da parte di Pepsi in Guatemala. Il coordinamento dei lavoratori europei della Pepsi-Cola denuncia, attraverso una serie di rapporti, "l'atteggiamento gravemente antisindacale della multinazionale" (IUF, 5/8/1995). Da più fonti si ritiene che Pepsi usi ingredienti geneticamente modificati per la produzione di snacks e patatine, oltre all'olio sintetico Olestra che può indurre il mancato assorbimento di vitamine liposolubili e può provocare diarrea (Ethical Consumer, 59/95).
tratto da http://digilander.libero.it/ginanni/documenti/consumo.htm
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