Articoli - Artisti - Home Search Directory Calendario eventi Ultime notizie Free encyclopedia Contatti Links Mappe Search directory Africa Search directory Africa Italiano Free encyclopedia Africa Playlist(audio)
Cerca
menu (chiudi-apri)
Home
articoli
artisti
Multinazionali e Africa --> Introduzione
Consumo Critico
Guadagni delle multinazionali e paesi africani
Glaxo Wellcome (Glaxosmithline)
Shell Oil
Nestlé
Nike
Novartis
Parmalat
Monsanto
Pepsi Cola
Totalfina - Elf
Unilever
Banche di piombo
ENI
Aventis
Lockheed
Raytheon
Walt disney
Bayer
Abbott
ABF Associated British Food
Mc Donald
Altria (Philip morris)
Mitsubishi
Beiersdorf
Benetton
Bristol Myers- Squibb
Cadbury Schweppes
Chiquita
Coca Cola
Del Monte
Dole
Exxon Mobil - Esso
Agnelli
Carlyle
Retroscena della guerra in Congo

Multinazionali e Africa --> Introduzione




Le informazioni nelle pagine seguenti sono tratte dal libro "Guida al consumo critico" scritto dal "Centro Nuovo Modello di Sviluppo" (edizioni EMI)
Il libro riporta informazioni su 168 gruppi italiani ed esteri che si incontrano più frequentemente al supermercato, in questo sito vengono riportati solo quei gruppi che agiscono in maniera negativa in Africa e alcuni che agiscono in maniera negativa nel terzo mondo.
Le informazioni in questo sito, non sono complete sulla presenza di compagnie multinazionali in Africa.

I problemi che questo libro indaga riguardo al terzo mondo sono riferiti al modo di gestire le attività produttive e commerciali nel sud del mondo, costituiscono motivo di valutazione negativa:

  1. Il trattamento iniquo dei lavoratori ( da un punto di vista salariale, sindacale e lavorativo) sia di quelli occupati alle dirette dipendenze delle società esaminate, sia di quelli occupati nelle imprese appaltate localmente
  2. Il pagamento delle materie prime a prezzi così bassi da mantenere i contadini nella miseria
  3. L'appropriazione di terre o parti di foreste a scapito dei contadini e delle popolazioni locali
  4. L'invio di rifuti tossici e il trasferimento nel sud del mondo di attività produttive inquinanti
  5. Le pratiche produttive inquinanti che degradano l'ambiente

Oltre al terzo mondo il libro indaga su altri aspetti:

  1. Trasparenza (la disponibilità della società a fornire informazioni veritiere su di se)
  2. Abuso di potere (Iniziative assunte dalle imprese in virtù del loro potere economico, per condizionare l'opinione pubblica e il potere politico rispetto alle scelte politiche, sociali, economiche e tecnolgiche)
  3. Ambiente (Inquinamento ecc..)
  4. Sicurezza e diritti dei lavoratori
  5. Consumatori e legalità (rispetto dei consumatori e della legge)
  6. Armi ed esercito ( Produzione di armi e vendita di prodotti agli eserciti)
  7. Regimi oppressivi ( Possesso di attività economiche in paesi amministrati da regimi oppressivi, tali attività sono contestate perchè assicurano una fonte di finanziamento ai governi oppressivi attraverso il pagamento di tasse e la cessione di profitti,  si basa sulla lista dei regimi oppressivi elaborata dall' associazione inglese Ethical consumer basata sui rapporti di Amnesty international)
  8. Paradisi fiscali (si riferisce alla registrazione della capogruppo o delle sue filiali in paesi che garantiscono alle imprese la più completa segretezza e un regime fiscale molto conveniente)
  9. Animali (condizione in cui vengono allevati gli animali e sperimentazione sugli animali)
  10. Boicottaggio (indica quando è in atto una campagna di boicottaggio o altri tipi di campagne di pressione)

 Altre informazioni sono prese da altri siti che vengono citati nella pagina.

Il quadro che ne esce fuori è veramente disastroso, ci sono aziende come la Exxon- Mobil (Esso) che fatturano ogni anno 187 miliardi di $ che sono più di 4 volte il prodotto interno lordo della nigeria (42 miliardi) che è uno dei paesi più ricchi dell' africa subsahariana e che ha 133 milioni di abitanti.
Il prodotto interno lordo dell' intera africa subsahariana è secondo la banca mondiale di 417 miliardi di dollari, cioè basterebbero i guadagni di 3 multinazionali :la Wal-Mart (217 miliardi di dollari), la Exxon-Mobil (187 miliardi di dollari) e la General Motors (177 miliardi di dollari) per raddoppiare ampiamente il reddito di tutti i cittadini dell' africa subsahariana.
Oltre a questa evidentissima ingiustizia economica ci sono gli aspetti dello sfruttamento dei lavoratori(lavoro minorile, divieto di sindacato, paghe bassissime), che sono una costante.
Gli aspetti dell' inquinamento e la deforestazione che per quelle popolazioni che vivono a stretto contatto con la natura sono equivalenti ad una guerra.
Gli aspetti di controllo delle materie prime, dei governi e degli eserciti, che ha portato guerre in molte regioni dell' africa.
Gli aspetti del profitto sui consumatori che spesso porta grandi profitti per le multinazionali e cibi o medicine scadenti o realmente avvelenate per i consumatori.

Come facevano gli antichi colonialisti (molte mutinazionali erano in Africa gia ai tempi del colonialismo, e alla fine di questo hanno conservato le loro aziende), le aziende che agiscono in africa si presentano come portatrici di progresso, ma veramente tali condizioni di vita per i popoli africani non c'erano nemmeno ai tempi di lucy (2,4 milioni di anni fa), meglio i tirannosauri delle multinazionali.
Sicuramente si sta meglio oggi che ai tempi dello schiavismo e del colonialismo, ma i problemi gravi da risolvere sono ancora molti.

Tutto questo sfruttamento del sud del mondo non porta ai popoli del "primo mondo" alcun vantaggio concreto, i prezzi dei prodotti importati da multinazionali sono spessissimo più alti di quelli dei prodotti locali, la qualità dei prodotti delle multinazionali è spessissimo peggiore, il fatto di trovare lavoratori sottopagati nel terzo mondo fa abbassare i salari ovunque nel mondo, le guerre nel terzo mondo portano militarizzazione ovunque, ecc...
A chiunque abbia un po di buon senso è ovvio che non si tratta affatto di uno sfruttamento del primo mondo nei confronti del terzo ma di uno sfruttamento globale delle classi borghesi e dirigenti nei confronti delle classi subalterne (la quasi totalità del popolo).
In alcune parti del mondo la classe degli oppressori lascia condizioni di vita migliori ai popoli, mentre in altre parti del mondo peggiori.
Ma lo sfruttamento è unico nei confronti di tutti i popoli e la risposta deve essere unica da parte di tutti i popoli ovverosia fermare lo strapotere delle multinazionali e riprende il controllo dei mezzi di produzione e del potere politico attraverso l'autogestione.


Cerca su Kisanji con yahoo
Salva / stampa contenuto in Word - Excel - HTML
Cambia Grandezza testo: 8 - 10 - 12 - 14 - 18 - Ripristina tutti i valori predefiniti - tema: - transizioni - filtro -
Cambia colori: sfondo - testo - link - link visitati - link Mouse over
Ultime pagine visitate

638 pagine viste oggi dalle 18.17.47 alle 18.37.18
Articoli 70
Wikipedia 135
DMOZ 426
Altro 7
Ultimi articoli ed eventi:
  • Primo Marzo
  • Protesta nei CIE
  • Living Dafur
  • Manifestazione 17 ottobre 2009
  • Multe
  • Terremoto in Abruzzo
  • La strage impunita di migranti alle frontiere
  • Chi fa più schifo?
  • Rivolta in Grecia
  • Retroscena della guerra in Congo
  • Carlyle
  • Crisi finanziaria globale
  • Mappe 3D
  • Berlusconi e Di Pietro
  • Rapine giudiziarie
  • Campagna sicurezza
  • Un ottima idea
  • kisanji --> Questo sito cessa la sua attività

  • Rich Site summary
    .:Commenti

    Ultimi link da:
    Messagini:
    Aggiungi un messaggio