Multinazionali e Africa --> Introduzione
Le informazioni nelle pagine seguenti sono tratte dal libro "Guida al consumo critico" scritto dal "Centro Nuovo Modello di Sviluppo" (edizioni EMI)
Il libro riporta informazioni su 168 gruppi italiani ed esteri che si incontrano più frequentemente al supermercato, in questo sito vengono riportati solo quei gruppi che agiscono in maniera negativa in Africa e alcuni che agiscono in maniera negativa nel terzo mondo.
Le informazioni in questo sito, non sono complete sulla presenza di compagnie multinazionali in Africa.
I problemi che questo libro indaga riguardo al terzo mondo sono riferiti al modo di gestire le attività produttive e commerciali nel sud del mondo, costituiscono motivo di valutazione negativa:
- Il trattamento iniquo dei lavoratori ( da un punto di vista salariale, sindacale e lavorativo) sia di quelli occupati alle dirette dipendenze delle società esaminate, sia di quelli occupati nelle imprese appaltate localmente
- Il pagamento delle materie prime a prezzi così bassi da mantenere i contadini nella miseria
- L'appropriazione di terre o parti di foreste a scapito dei contadini e delle popolazioni locali
- L'invio di rifuti tossici e il trasferimento nel sud del mondo di attività produttive inquinanti
- Le pratiche produttive inquinanti che degradano l'ambiente
Oltre al terzo mondo il libro indaga su altri aspetti:
- Trasparenza (la disponibilità della società a fornire informazioni veritiere su di se)
- Abuso di potere (Iniziative assunte dalle imprese in virtù del loro potere economico, per condizionare l'opinione pubblica e il potere politico rispetto alle scelte politiche, sociali, economiche e tecnolgiche)
- Ambiente (Inquinamento ecc..)
- Sicurezza e diritti dei lavoratori
- Consumatori e legalità (rispetto dei consumatori e della legge)
- Armi ed esercito ( Produzione di armi e vendita di prodotti agli eserciti)
- Regimi oppressivi ( Possesso di attività economiche in paesi amministrati da regimi oppressivi, tali attività sono contestate perchè assicurano una fonte di finanziamento ai governi oppressivi attraverso il pagamento di tasse e la cessione di profitti, si basa sulla lista dei regimi oppressivi elaborata dall' associazione inglese Ethical consumer basata sui rapporti di Amnesty international)
- Paradisi fiscali (si riferisce alla registrazione della capogruppo o delle sue filiali in paesi che garantiscono alle imprese la più completa segretezza e un regime fiscale molto conveniente)
- Animali (condizione in cui vengono allevati gli animali e sperimentazione sugli animali)
- Boicottaggio (indica quando è in atto una campagna di boicottaggio o altri tipi di campagne di pressione)
Altre informazioni sono prese da altri siti che vengono citati nella
pagina.
Il quadro che ne esce fuori è veramente disastroso, ci sono aziende come la
Exxon- Mobil (Esso) che fatturano ogni anno 187 miliardi di $ che sono
più di 4 volte il prodotto interno lordo della nigeria (42 miliardi) che
è uno dei paesi più ricchi dell' africa subsahariana e che ha 133 milioni di
abitanti.
Il prodotto interno lordo dell' intera africa subsahariana è secondo la banca
mondiale di 417 miliardi di dollari, cioè basterebbero i guadagni di 3 multinazionali :la
Wal-Mart (217 miliardi di dollari), la Exxon-Mobil (187 miliardi di dollari) e
la General Motors (177 miliardi di dollari) per raddoppiare ampiamente il
reddito di tutti i cittadini dell' africa subsahariana.
Oltre a questa evidentissima ingiustizia economica ci sono gli aspetti dello
sfruttamento dei lavoratori(lavoro minorile, divieto di sindacato, paghe bassissime),
che sono una costante.
Gli aspetti dell' inquinamento e la deforestazione che per quelle popolazioni
che vivono a stretto contatto con la natura sono equivalenti ad una guerra.
Gli aspetti di controllo delle materie prime, dei governi e degli eserciti,
che ha portato guerre in molte regioni dell' africa.
Gli aspetti del profitto sui consumatori che spesso porta grandi profitti per
le multinazionali e cibi o medicine scadenti o realmente avvelenate per i consumatori.
Come facevano gli antichi colonialisti (molte mutinazionali erano in Africa
gia ai tempi del colonialismo, e alla fine di questo hanno conservato le loro
aziende), le aziende che agiscono in africa si presentano come portatrici di
progresso, ma veramente tali condizioni di vita per i popoli africani non c'erano
nemmeno ai tempi di lucy (2,4 milioni di anni fa), meglio i tirannosauri delle
multinazionali.
Sicuramente si sta meglio oggi che ai tempi dello schiavismo e del colonialismo,
ma i problemi gravi da risolvere sono ancora molti.
Tutto questo sfruttamento del sud del mondo non porta ai popoli del "primo
mondo" alcun vantaggio concreto, i prezzi dei prodotti importati da multinazionali
sono spessissimo più alti di quelli dei prodotti locali, la qualità
dei prodotti delle multinazionali è spessissimo peggiore, il fatto di
trovare lavoratori sottopagati nel terzo mondo fa abbassare i salari ovunque
nel mondo, le guerre nel terzo mondo portano militarizzazione ovunque, ecc...
A chiunque abbia un po di buon senso è ovvio che non si tratta affatto
di uno sfruttamento del primo mondo nei confronti del terzo ma di uno sfruttamento
globale delle classi borghesi e dirigenti nei confronti delle classi subalterne
(la quasi totalità del popolo).
In alcune parti del mondo la classe degli oppressori lascia condizioni di vita
migliori ai popoli, mentre in altre parti del mondo peggiori.
Ma lo sfruttamento è unico nei confronti di tutti i popoli e la risposta
deve essere unica da parte di tutti i popoli ovverosia fermare lo strapotere
delle multinazionali e riprende il controllo dei mezzi di produzione e del potere
politico attraverso l'autogestione.