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migranti --> Il famoso sbirrone di Sassuolo




Chi non conosce il famoso sbirrone di Sassuolo?
Ieri era uno sbirro qualunque, ed oggi è il famoso sbirrone di Sassuolo.
Grazie al video di un coraggioso videotelefoninista, questa belva umana ha sdegnato l'italia civile, e raccolto solidarietà dai soliti razzisti pronti a difendere chiunque scenda a livello subumano per esplorare il sottoinconscio bestiale che giace latente.
Ma lo sbirrone è sceso al di sotto della bestia, la violenza con cui salta sopra il corpo del povero immigrato sembra più cinema che brutale realtà.
Perchè invece di chiuderlo in un carcere non si fa una petizione per chiuderlo in uno zoo? Così i bambini si fanno portare il sabato a vedere i gorilla del Congo, la tigre della Malesia e lo sbirrone di Sassuolo.
Per chi vuole vedere lo sbirrone di sassuolo ecco il video
Il ministro Pisanu ha dichiarato oggi lo sbirrone di Sassuolo specie protetta dichiarando che gli sbirroni ( o meno) usano la forza della legge con ragionevolezza di fronte a comportamenti illeciti , "Gli immigrati musulmani" - ha detto Pisanu - "devono accettare che la forza della legge venga usata con ragionevolezza di fronte a comportamenti illeciti" (non si capisce dai giornali se diceva questo a proposito del marocchino ucciso da un vigilantes o a proposito di quello pestato a Sassuolo), "La cosa certa è che l'Arma dei Carabinieri non ha nulla da nascondere" (infatti il pestaggio si vede benissimo), "È il caso - ha spiegato Pisanu - di parlare di un immigrato che si comportava male e che è stato invitato da un poliziotto ad un atteggiamento corretto. L'immigrato ha continuato a reagire male e il poliziotto ha chiesto soccorso ai carabinieri. Lì si sono verificati episodi che sono stati filmati e l'Arma ha provveduto subito ad aprire un'inchiesta".
Isabella Bertolini (Forza Italia) afferma: «Siamo a fianco all'Arma dei Carabinieri, ai militari coinvolti nei fatti di Sassuolo e a tutti coloro che ogni giorno rischiano in prima persona per difendere i cittadini onesti dall'offensiva di delinquenti senza scrupoli».
Dalla Lega Nord addirittura una raccolta di firme a favore dei Carabinieri pestatori per «sollecitare l'immediato reintegro dei due militi nella compagnia Carabinieri di Sassuolo».
In questi stessi giorni un vigilantes ha ucciso un immigrato sotto casa sua a colpi di pistola e anche questa notizia è stata diffusa da tutti i mass media, Pisanu ha affermato «Non mi pare che ci sia stata una rivolta. C'è stato un incidente che va chiarito nei suoi aspetti».
Che vuol dire una rivolta? L'unico incidente che c'è stato è quello diplomatico che crea Pisanu con le sue affermazioni.
In Italia, a Milano si uccidono le persone straniere a colpi di pistola per strada e il ministro dell'interno dichiara che è un incidente?
Il vigilantes assassino anche si dichiara innocente :"Lunedì un pregiudicato marocchino di 37 anni, Abdelkhalek Nakab, è morto in un ex residence di via Cavezzali per un colpo partito accidentalmente mentre una guardia giurata - Pasquale V., ora indagato a piede libero per omicidio colposo - cercava di riprendersi la pistola che l'immigrato, in un impeto di rabbia cieca causata dall'ennesima sbornia, gli aveva sottratto dalla fondina. "
tratto da Il Giornale ( http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=69156)
Gli immigrati che vivevano nello stabile hanno testimoniato di essere più volte stati minacciati da vigilantes con la pistola o aggrediti per affitti pagati in ritardo o storie simili, di averlo denuciato alla polizia e di non essere stati creduti o ascoltati, la storia del vigilantes risulta già molto poco credibile di per se, ma in questo contesto è semplicemente ridicola.
Queste notizie hannno avuto un grosso eco mediatico, ma purtroppo la violenza e anche gli omicidi contro immigrati, da parte della polizia o di razzisti è una realtà quotidiana, di sbirroni come quello di Sassuolo o peggio è pieno.
Questa realtà purtroppo non emerge e i mass media tendono spessissimo a riportare azioni criminose da parte di migranti, ma a non riportare quasi mai informazioni sulla violenza che subiscono e sulle condizioni di degrado in cui sono costretti a vivere.
Secondo me, se dei carabinieri e poliziotti si sacrificano realmente per combattere la vera criminalità che costituisce un pericolo, come quella organizzata su larga scala e legata ai poteri economici e politici, per loro non c'è insulto peggiore che venire paragonati ad assassini in divisa (o senza come il vigilantes di milano), o a belve umane in divisa come lo sbirrone di sassuolo, o a loro simili che si aggirano per l'Italia.
Se tanta gente non ha alcuna fiducia e teme la polizia non è un caso o una superstizione, è perchè realmente si sente minacciata da comportamenti del genere che accadono molto spesso.
Secondo me questi sono crimini che non possono rimanere impuniti, nessuno ha costretto quelle persone a diventare poliziotti o vigilantes, quindi devono fare il loro lavoro con rispetto verso tutti e onestà, altrimenti facessero i mafiosi almeno così è chiaro quello che sono in realtà, loro e quelli che li difendono.
Quì sotto c'è un' articolo a proposito e poi una rassegna stampa sui fatti di questi giorni.

Da "Umanità Nova" n.2 del 24 gennaio 1999 (tratto da http://www.ecn.org/uenne/archivio/archivio1999/un02/art321.html )

Stato di polizia. Crimini contro gli immigrati

L'equazione è semplice: clandestino = delinquente. E siccome per il senso comune tutti gli immigrati sono considerati clandestini: immigrato = clandestino = delinquente. A sostegno di questa tesi - che non solo pochi hanno il coraggio di sostenere "tal quale" ma che poi passa "di fatto" nei discorsi sull'aumento della criminalità nelle nostre città - vengono portati una miriade di dati e studi sui vari aspetti della criminalità degli immigrati, ampiamente diffusi tra politici e giornalisti. E siccome i dati, se presi così come sono, lasciano poco spazio alla discussione visto l'alto numero di reati commessi dagli immigrati e di stranieri incarcerati, fascisti, leghisti, berlusconiani e camerati hanno facile gioco a suonare la gran cassa del "rischio" immigrato. Per controbattere le chiassate xenofobe della destra è necessario essere chiari su almeno due punti. Il primo riguarda il numero di immigrati coinvolti in questioni penali. Si tratta di poche decine di di migliaia di persone su circa un milione e mezzo di stranieri (e forse più), regolari e non, che si pensa risiedano in Italia. Il fatto è che l'immigrato, il diverso per antonomasia nelle nostre città, è un ottimo capro espiatorio a cui addossare tutte le colpe, tutte le responsabilità di una crisi sociale provocata dalle contraddizioni di una società che crea violenza, miseria, sfruttamento, emarginazione. Per di più queste manovre, che tendono ad addossare agli stranieri tutte le responsabilità della crescente insicurezza, si aggiungono ad un atteggiamento culturale dominante che vede nel "diverso", e quindi anche nell'immigrato, un pericolo. Il risultato è che per larghi settori della società, specie per quelli toccati dall'insicurezza e dal rischio dell'emarginazione, gli immigrati sono delinquenti, privi di cultura, nullafacenti, terroristi e via dicendo. Naturalmente la realtà è ben diversa ma sono in troppi ad avere interesse a nasconderla.

Il secondo punto da chiarire riguarda il "come" e il "perché" dei fenomeni della cosiddetta "devianza". Se si approfondiscono i dati sugli stranieri incappati nella "giustizia" italiana si scopre che la questione è molto complessa. Per esempio, i reati commessi dagli stranieri si dividono in due gruppi: il primo, più numeroso e significativo, riguarda i vari tipi di falso e le contravvenzioni (per ambulantato abusivo e simili); il secondo riguarda essenzialmente i furti e i reati legati alla droga. Il primo gruppo mostra una situazione legata ai bisogni della sopravvivenza, il secondo mostra l'approdo ad attività illegali più o meno casuali. Naturalmente non è la stessa cosa. Anche l'alta presenza degli stranieri nelle carceri (passata dal 15% del totale del 1990 al 20% del 1996) trova una spiegazione: a differenza degli italiani, gli stranieri si trovano in una condizione di evidente inferiorità: non conoscono o conoscono poco la lingua italiana, non conoscono i loro diritti, non possono contare su avvocati di fiducia ma solo su distratti avvocati di ufficio, non beneficiano di pene alternative, ecc. Secondo le statistiche uno straniero ha molta più probabilità di essere condannato e di essere incarcerato di un italiano: in carcere finiscono due stranieri su tre denunciati mentre per gli italiani la media è di uno a sette.

Se è evidente che questa società, fondata sullo sfruttamento, produce violenza, fra gli immigrati come tra gli "indigeni", è altrettanto evidente che le leggi dello Stato che chiudono i confini e costringono la stragrande maggioranza degli immigrati a trovarsi , una volta in Italia, nella non invidiabile condizione di "clandestino" funzionano da ulteriore incentivo allo sviluppo della delinquenza. Ci vuol poco a capire che il primo punto di riferimento dell'immigrato è l'organizzazione criminale, spesso italiana, che lo trasborda in Italia. Si tratta di un'organizzazione che traffica anche droga, armi, sigarette, ecc. Come meravigliarsi se magari l'immigrato, confuso e solo in un paese straniero, costretto a misurarsi con una realtà che magari non conosce, con regole che cercano di impedirgli di regolarizzarsi, esposto a ricatti e vessazioni, scivola nell'illegalità magari contattando proprio quel primo punto di riferimento? E infatti secondo le statistiche su cinque reati addebitati agli stranieri, quattro sono opera di "irregolari". E' lo Stato che creando la clandestinità favorisce la criminalità.

Dato il quadro generale c'è da meravigliarsi di come siano relativamente pochi gli immigrati che non cadono in questa trappola mortale.

...e quelle sugli stranieri

Le ricerche sulla criminalità degli stranieri sono tanto diffuse quanto sono invece assenti quelle sulle violenze sugli stranieri. Inutile cercare dati ufficiali: NON ESISTONO. Eppure le denunce internazionali contro l'Italia non mancano. Nel marzo 1998 la commissione dell'ONU per i diritti umani ha scritto allo stato italiano perché le sue forze dell'ordine sono colpevoli di "gravi percosse contro immigrati e zingari" mentre nel rapporto annuale di Amnesty International, pubblicato nel giugno 1998, l'Italia è accusata di usare "maniere forti e brutalità gratuite soprattutto contro cittadini non europei"

La spiegazione di questo "strano" buco ci viene data dall'Osservatorio sul razzismo del Comune di Bologna che nel suo rapporto 1997 denunciava che il 37% dei casi di discriminazione avvenuti in città erano opera delle "forze dell'ordine" e andavano dagli abusi nel corso di perquisizioni nei centri di accoglienza, ai maltrattamenti fino allo strupro. E' chiaro che le questure non hanno alcun interesse a diffondere dati che si ritorcerebbero contro di loro.

Per avere un'idea delle violenze cui sono stati sottoposti gli immigrati occorre ricorrere a ricerche private, basate per lo più su censimenti parziali di fonti giornalistiche. Conoscendo il razzismo latente dei media italiani ci si rende conto della parzialità di questo tipo di documentazione. I dati sono comunque impressionanti: uno studio del Dipartimento di sociologia dell'Università di Roma ha contato nel 1996 ben 111 morti per aggregazioni razziste (uno ogni tre giorni); gli assassinati erano 91 nel 1994 e 99 nel 1995. Ma gli assassinii sono la punta di un iceberg fatto di grandi e piccole violenze quotidiane: Spesso gli immigrati sono sottoposti a umiliazioni e discriminazioni sottili che avvengono normalmente negli uffici pubblici, nelle questure, nelle banche. Secondo l'Osservatorio di Bologna solo l'11% delle vittime di violenza sporge denuncia e d'altra parte che senso ha denunciare di avere subito violenza o di essere stati oggetto di discriminazione a poliziotti, carabinieri o magistrati, cioè ai primi responsabili di questi comportamenti?

Liberalizzare l'accesso degli immigrati, favorire la loro integrazione in condizioni di parità con gli altri cittadini: ecco l'unico modo per togliere tanta manodopera a buon mercato alle organizzazioni criminali e tanti argomenti ai politici-spazzatura che soffiano sul fuoco del razzismo e della xenofobia.

Collettivo "Cittadini del mondo"


 Rassegna stampa da http://news.google.it/

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