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Mentre continua la paura di attacchi dei terroristi esce subito fuori chi intende sfruttarla a proprio vantaggio, e così si sfruttano gli stereotipi costruiti dai media per criminalizzare persone che vivendo in una realtà abbastanza estranea dalla loro si prestano di più a questo genere di stumentalizzazioni.
Un immigrato ha già cento problemi al giorno e non ha proprio tempo di socializzare con la popolazione locale, inoltre la popolazione locale ha settanta problemi al giorno e non ha tempo di socializzare con gli immigrati.
La maggior parte della popolazione vive nella situazione in cui già la socialtà è un lusso e qualcosa che avviene di corsa.
La socialtà tra persone che provengono da culture diverse non è facile, a parte varie eccezioni, il fatto di riuscire ad andare oltre tutti gli stereotipi e le differenze culturali e riuscire a comunicare ad un livello abbastanza profondo è qualcosa che prende molto tempo e energie.
Sicuramente conoscere a fondo persone di altri paesi e culture è un esperienza molto bella e interessante, ma non è questo il punto di questo discorso.
Il punto è che di fatto non c'è una grossa comunicazione tra larga parte degli italiani e immigrati.
Il punto due è che dall'antico senato romano in poi la situazione non è cambiata molto, "divide et impera" (tradotto "dividi e comanda").
Quelli che oggi comandano nella nostra società sanno benissimo che finchè ci sarà un nemico da combattere le persone sopporteranno una serie di imposizioni che in una situazione di pace non sopprterebbero.
Questo si ripercuote in tutti i campi della società, nel mondo del lavoro si giustificano i sacrifici dei lavoratori con la competizione internazionale, nel campo della socialità si giustifica l'assenza di luoghi di socialità con la scusa di evitare che incontrino la gente sbagliata, nel campo della democrazia si giustifica la limitazione della libertà di parola e di organizzazione con le accuse di voler destabilizzare l'ordine che protegge la comunità, infine si giustifica qualsiasi violazione della privacy e delle libertà personali dei cittadini con la scusa di voler controllare un qualche nemico, ecc....ecc.......
Insomma in molti campi dell'organizzazione della società la paura generalizzata di un qualche nemico esterno unita alla demagogia della classe dirigente porta un incremento dell' autoritarismo e a sacrifici per la classe sottomessa.
In una situazione di pace, in cui la gente non si sente minacciata da altre categorie di persone queste imposizioni non verrebbero assolutamente accettate.
Ed è per questo che chi comanda vorrebbe sfruttare la non conoscenza fra gruppi di persone  per metterli gli uni contro gli altri e nel frattempo sfruttare tutti.
Chi comanda non è solo, non è controllato, ogni giorno tra governanti e industriali di tutti i paesi avvengono affari per milioni di dollari, in tutti i paesi musulmani compreso l'Irak sono decenni che le multinazionali europee e USA fanno affari da miliardi di dollari anche con Saddam e la famiglia di Bin Laden, è abbastanza chiaro che a parte la competitività e alcuni casi in cui il pesce + grande mangia quello + piccolo, questo gruppo internazionale di affaristi e governanti è molto unito, se Bush e Bin Laden si telefonassero oggi per concordare una strategia comune tu lo verresti a sapere?
A me sembra abbastanza chiaro che  I governanti di tutto il mondo hanno interesse a che avvenga uno scontro tra paesi così che possano controllare meglio ognuno il suo territorio.
 In tutte le situazioni di scontro si creano gerarchie più consolidate intorno ai più forti, le opposizioni hanno grossi problemi a organizzarsi o vengono addirittura messe fuori legge, qualsiasi stato che sia entrato in guerra contro altri stati  ha represso duramente le opposizioni politiche , limitato la libertà di parola, ecc..
In molti casi questo ha portato a vere e proprie dittature e situazioni terribili per l'intera popolazione.
Mi sembra anche evidente che tutti quelli che decidono qualcosa tra terroristi o presunti terroristi e guerrafondai da una parte e dall'altra sono multimiliardari e governanti che oltretutto hanno avuto anche molti contatti in passato e che forse anche oggi hanno contatti.
Bin Laden è uno sceicco mulimiliardario non un immigrato, la sua famiglia ha avuto affari per miliardi negli USA.
La sua famiglia e probabilmente anche lui hanno avuto in passato contatti e affari con Bush in persona, la CIA ha armato e addestrato Bin Laden e la jihad afghana contro gli invasori sovietici.
La classe dirigente USA ha avuto e adesso ha incrementato grossi interessi in Afghanistan e in Irak e con tutti i governi musulmani, ora magari possono avere litigato o fatto finta di litigare.
(Sembra di più una volontà da parte della classe dirigente USA di avere il controllo totale sulle zone, che sono molto rilevanti per il petrolio e per strategie militari,  che un accordo tra parti per miltarizzare i paesi).
Che sia Bin Laden o qualche spia inviata dalla classe dirigente americana a compiere attentati, comunque sia l'effetto è stato quello di militarizzazione di molti paesi, di invasione di due paesi  e di speculazione delle grosse industrie petrolifere.
Potrebbe essere uno scontro di interessi o una strategia comune, il risultato non cambia e la responsabilità neanche.
Mi sembra anche evidente che tutte le vittime degli attentati terrroristici e della guerra siano persone molto povere o di una classe media e non multimiliardari e governanti.
Dagli impegati del world trade center agli Afghani agli Irakeni ai Ceceni ai Bambini di una scuola in Russia a una discoteca in indonesia , ai Pendolari in spagna e a Londra, ai Turisti e i cittadini Egiziani, .....a tutti gli attentati in tutto il mondo ..........in tutti i casi i morti non erano grossi politici o multimiliardari o gente in vista con un ruolo di dirigenza nella società.
Erano tutti lavoratori, alcuni poverissimi, alcuni meno poveri, ma comunque gente che campava del proprio lavoro e non contava niente sulle scelte collettive, oltretutto anche senza una nazionalità o idea politica precisa, veramente persone qualsiasi.
Il conflitto di interessi della classe dirigente è passato sulle loro vite schiacciandole.
Mi sembra inoltre evidente che quasi tutte le vittime di guerra e terrorismo da una parte e dall' altra non fossero persone legate alla guerra o al terrorismo ma persone innocenti che non avevano effettivamente nessuna responsabilità per la guerra e il terrorismo.
Da una parte e dall' altra si attaccano persone innocenti rivendicando la vendetta.
E'completamente ovvio che da una parte e dall'altra la gente uccisa non aveva alcuna responsabiltà nelle invasioni militari e negli attacchi terroristici, per le invasioni militari si sa benissimo di chi sono le responsabilità, cioè dei governanti, generali, e multimiliardari che hanno tratto profitto dalla guerra.
Per gli attentati non si sa ancora bene se la colpa sia di Bin Laden quindi uno sceicco multimiliardario, o di qualche gruppo di spie al servizio delle classi dirigenti occidentali, forse tutti e due...
Comunque è ovvio che tutte le persone comuni in tutti i paesi non ne sapevano niente degli attentati, non avrebbero potuto fare niente per evitarli, e non sono la causa.
Se qualcuno volesse vendicarsi di invasioni o attentati è ovvio che dovrebbe colpire qualcuno che in qualche maniera è responsbile di questi, anche in base ad un ragionamento simbolico di vendetta, avrebbe dovuto colpire una qulache organizzazione che se pur non colpevole di guerra e attentati comunque li sosteneva almeno a livello di opinione, ma una città bombardata o una metropolitana o un treno non hanno neanche un valore simbolico, addirittura nemmeno geografico perchè sono morte persone di tutti i paesi.
Nel caso del terrorismo, qual'è la logica che puo spingere a gesti del genere se non quella di una classe dirigente che ha bisogno di un qualche nemico pubblico per imporsi alla massa?
Nel caso della guerra anche è completamente evidente che era dettata da interessi economici e di strategia militare, accusare una massa di persone come i cittadini dei paesi che sono stati attaccati di terrorismo è fuori da ogni logica, se 4 o 5 terroristi in clandestinità compiono un attentato è ovvio che in tutto lo sapranno 10 persone, come si possono accusare tutti i cittadini di un paese di terrorismo?
Anche se in quel paese ogni cittadino fosse stato un antiamericano molto violento comunque non avrebbe responsabilità per quello che è successo.
Ci sono poi tutti i soldati che sono morti, è ovvio che anche loro non avevano responsabilità per quello che facevano e obbedivano solo a degli ordini,  certo è che se non avessero obbedito a quest'ora sarebbero vivi loro e tutte le persone che hanno ucciso. 
Se a questi brevi ragionamenti uniamo tutte le prove concrete di responsabilità per gli attentati di spie dei vari governi e la militarizzazione generalizzata di molte società si ottiene un quadro sufficente per affermare che guerre e terrorismo hanno una stessa origine che controlla entrambe le parti in conflitto e che questa origine è ai vertici di comando di molti paesi nel mondo.
I mass media ricoprono il mondo di menzogne, "la guerra al terrorismo" è oltre che una contraddizione in termini una montatura colossale, ci sono decine di prove concrete che necessiterebbero di indagini e approfondimenti e che non vengono neanche tenute in considerazione, tutto questo mentre si bombardano le città piene di innocenti.
Sia che si tratti di un conflitto di interessi tra due classi dirigenti, o di un accordo nascosto strategico tra classi dirigenti, o della simulazione strategica di un nemico da parte di una sola classe dirigente, o di tutti i casi insieme, il risultato è lo stesso, l'origine è la stessa e la via verso la soluzione è la stessa.
Quello che succede ed è successo sempre nella storia in modalità differenti è la classe dirigente internazionale che opprime e attacca con violenza tutti i popoli per incrementare i propri interessi, cerca in ogni modo di creare delle barriere tra i popoli per simulare dei gruppi di interesse collettivo nemici di altri gruppi, più la separazione tra gente di gruppi si fa profonda (gruppi nazionali o religiosi o ...) e più aumenterà il conflitto e più la separazione si farà profonda.
Quello che chi comanda vorrebbe è di arrivare al punto in cui la separazione è così profonda che qualsiasi cosa sull' altro gruppo puo essere creduta, in questo modo basterà inventare qualche storia assurda per spaventare e scandalizzare masse di gente e renderli obbidienti a tal punto da combattere contro l'altro gruppo.
Speriamo che la ragione prevalga e che non si cada in questo abisso.
La situazione attuale è che in Irak e in vari altri paesi una persona puo finire indifferentemente vittima di un attentato o uccisa dai militari stranieri o locali o dalla polizia, lo stesso in europa o negli usa e in molti altri paesi ma in maniera molto minore per fortuna.
Basta informarsi un po per avere la lista di quello che succede oggi nel mondo.
Quì sotto volevo segnalare un sopruso della polizia ai danni di alcuni occupanti di casa immigrati che dimostra il clima che respirano i cittadini di certi paesi in tutto il mondo e ricordare che la lotta di classe antiautoritaria e l'internazionalismo sono sempre stati e sempre saranno il nemico peggiore di ogni guerra e terrorismo.
La soluzione a questa situazione per me passa attraverso il contatto sempre maggiore fra popoli e culture diverse, per il libero pensiero, per la messa in pensione della classe dirigente internazionale, per l'autogesione dei grandi mezzi di produzione,delle materie prime, dei media e dei territori.
Queste sono le vie che riprtano le masse ad essere protagoniste, che danno valore alla vita, alla pace e alla solidarietà internazionale. 
 
29 07 2005

COMUNICATO STAMPA

Irruzione della Polizia ai danni degli immigrati del Vittorio Occupato di Ostia

Questa mattina (intorno alle sei), con imponente spiegamento di agenti, le forze dell’ordine hanno fatto irruzione all’interno dei locali del “Vittorio”, struttura di accoglienza autogestita attiva da più di dieci anni ad Ostia, all’interno di una operazione antiterrorismo tesa a colpire soprattutto la folta comunità di immigrati provenienti dai paesi del Sud –Est asiatico ed in modo particolare dal Pakistan..
Un vero e proprio blitz che ha portato, senza che venisse esibito alcun mandato, ad una vera e propria caccia al Pakistano durata quasi un’ora, con incursioni generalizzate in moltissime stanze, perquisizioni a tappeto, pistole puntante al volto, intimidazioni di ogni sorta, persone rastrellate nelle loro stanze e nei bagni mentre si preparavano ad una nuova giornata di lavoro. Il tutto si è concluso con il fermo di circa 12 persone ( Pakistani, Indiani, Bengalesi), tutt’ora recluse all’interno del Commissariato di Ostia e di cui non si hanno altre notizie.
Un’operazione indiscriminata che ha il sapore di un vero e proprio tentativo di intimidazione e provocazione ai danni di una realtà da sempre impegnata nelle lotte sociali, per il diritto alla casa, per la chiusura dei CPT ed il riconoscimento dei diritti di cittadinanza a tutti i migranti.
E’ chiaro che questa grave azione è il frutto di un disegno politico che intende alimentare una paura generalizzata del diverso e dell’immigrato per giustificare un giro di vite repressivo attorno alle esperienze di lotta, ed attorno alle libertà ed ai diritti di tutti.
Non esisteva nessun obiettivo mirato nell’irruzione che oggi ha colpito tutti gli abitanti del centro socio abitativo. Non esiste nessuna giustificazione che si tenga in piedi rispetto a quanto accaduto oggi ai nostri danni, se non la volontà di mettere ancora una volta sotto attacco tutte le esperienze di lotta per i diritti negati, di rispondere alle emergenze sociali attraverso la determinazione di uno stato di polizia permanente. A tutto ciò non si può rimanere indifferenti, occorre rispondere con una forte mobilitazione democratica e dal basso.

Centro Socio Abitativo
Vittorio Occupato di Ostia


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